In questi anni uno dei cavalli di battaglia da parte delle Banche era il fatto che il consumatore avesse già proposto opposizione all’ingiunzione e non avesse sollevato il problema delle clausole abusive.
Le SSUU del 2023 avevano affermato la necessità di una analisi attenta e puntuale sulle clausole cd vessatorie ma molti Tribunali, in presenza di precedenti giudizi, affermavano il principio del ……
Ormai è tardi !!!!…. ci dovevi pensare prima !!!!
Di per se, a parere di chi scrive, questo orientamento sembrava senza senso ma nonostante le molteplici argomentazioni …… la via più semplice veniva preferita anche, probabilmente, per limitare i migliaia di contenziosi che si andavano aprendo.
Arriva, finalmente, la Corte di Giustizia Europea che riporta la questione sulla retta ( e aggiungerei giusta) via bacchetta la Giurisprudenza italiana affermando l’esatto contrario
La sentenza riguarda un preliminare di compravendita immobiliare tra un professionista e due consumatori, contenente una clausola penale molto gravosa a carico di questi ultimi.
Dopo un lungo iter (arbitrato, appello, cassazione, rinvio, nuovo appello e nuovo ricorso per cassazione), il carattere abusivo di tale clausola non era mai stato realmente esaminato.
La Corte di cassazione italiana ha quindi chiesto alla CGUE se il principio di cosa giudicata, come disciplinato dal diritto processuale italiano, possa impedire definitivamente a giudice di rinvio e Cassazione di controllare – anche d’ufficio – l’eventuale abusività della clausola.
LA RISPOSTA E’ NO
La CGUE, con la sentenza del 18 dicembre scorso, C-320/24.ha stabilito che gli articoli 6 e 7 della direttiva 93/13/CEE, letti alla luce dell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali, impongono che i giudici nazionali possano e DEBBANO esaminare l’abusività delle clausole nei contratti con i consumatori anche in fasi avanzate del processo.
Il principio di cosa giudicata non può essere interpretato in modo da privare il consumatore di una tutela effettiva, specie se la clausola (come una penale manifestamente sproporzionata) non è mai stata oggetto di un vero scrutinio.
Ne consegue che, nel giudizio di rinvio, il giudice italiano deve poter valutare e, se del caso, disapplicare la clausola abusiva, e la Cassazione non può ritenere automaticamente preclusa la questione per effetto del precedente giudicato. Le regole interne sul giudicato e sul vincolo del principio di diritto vanno lette in modo conforme al diritto UE, garantendo un controllo effettivo e anche officioso sulle clausole vessatorie.
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